IL MONOPOLY DELLE PROVINCE

 

 

monopoly

Giornata di svago a Montecitorio. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del ddl Derio sull’abolizione delle Province, così i parlamentari ne hanno approfittato per sgomberare il tavolo dalle ingombranti e noiose macchine degli stenografi, per sostituirle con le più analogiche e divertenti pedine del Monopoli. I renziani hanno storto il naso insieme ai più “young” onorevoli, che avrebbero preferito “quizduello” all’obsoleto gioco da tavola. Ma tant’è: si sono arresi per cavalleria alle sane abitudini dei più anziani; e hanno imparato da essi una fondamentale lezione.

C’è una carta che il nel gioco della politica tutti gli addetti ai lavori sono certi di dover pescare spesso, quella degli “imprevisti”. Si tira il dado sperando di arrivare in “Largo Augusto” e invece il sogno di costruire una nuova casa svanisce nella fatidica casella. La maggioranza parlamentare, che oggi e nei prossimi giorni sta cercando di far approvare il ddl Delrio sull’abolizione delle Province, ha avuto questa sfortuna. Esito prevedibile, ma comunque scocciante.

L’imprevisto pescato dal mazzo dice: “sottoporre il testo a questioni pregiudiziali di costituzionalità oppure pagare 2.000£ alla banca”.

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Giuseppe De Lorenzo

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