Foibe, gigante silenzioso ancora sconosciuto all’Italia

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Sarà perché tra il 27 gennaio e il 10 febbraio di tempo ne passa troppo poco: due ricorrenze “doppie” sono troppe (non si sta nemmeno a casa da lavoro, dopotutto), quindi l’attenzione cade sulla prima in ordine di calendario. Sarà perché se è odioso dichiarare una festa meno importante dell’altra, è inaccettabile affermare che ci sono morti di serie A e morti di serie B, ma operarsi – di fatto – affinché i due eventi abbiano diverso effetto sull’opinione pubblica non è poi così scorretto. In Italia si sta costruendo, a fatica, la memoria del massacro delle foibe. La facciata è già pronta: servizi nei tg, la celebrazione al Senato con il Presidente della Repubblica, qualche piccolo evento qua e là. Quello che manca è tutto il resto dell’edificio. La tragedia è ancora sconosciuta alla maggioranza degli italiani. Perché? Forse perché è ritenuto meno importante della Giornata della Memoria? Chissà. A guardare i palinsesti Rai, per esempio, e gli eventi nazionali dedicati al tema, qualche dubbio viene. Una programmazione di tutto rispetto per la Shoah e solo le briciole per l’esodo istriano (solo Vespa si salva, ma lui si sa…). Andate pure a vedere. Non è gelosia e non è una polemica contro la Rai. Non è per questo che il canone non andrebbe pagato. Le Foibe sono ancora figlie di un dio minore. Anche nelle scuole. Ricordo quando mi dissero: “possiamo occupare solo un giorno: o il 27 gennaio o il 10 febbraio” Proposi: “facciamo che quest’anno è il turno delle Foibe?” Non se ne fece nulla per tre anni di fila.

Giuseppe De Lorenzo

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3 risposte a Foibe, gigante silenzioso ancora sconosciuto all’Italia

  1. Giovanni Pistolato ha detto:

    Noi italiani dopo la guerra abbiamo avuto bisogno di mitizzare la Resistenza per dare a noi stessi e all’estero questo messaggio: “siamo stati fascisti mai poi ci siamo riscattati”. Così facendo però abbiamo rinunciato ad un’analisi storica obiettiva, e abbiamo fatto passare tra le fila dei “buoni” anche comuni delinquenti o addirittura criminali di guerra. Abbiamo messo sullo stesso piano partigiani patrioti e valorosi come quelli delle Brigate Osoppo e personaggi al soldo di potenze straniere il cui unico obiettivo era o strapparci pezzi di territorio o farci diventare una dittatura non più nera ma rossa.
    Sulla questione del confine orientale poi esiste una diffusa ignoranza storico-geografica che rende difficile alla maggioranza del pubblico approcciarsi al tema. Tutto questo purtroppo concorre a far passare in secondo piano la ricorrenza del 10 gennaio, anche se obiettivamente sono stati fatti degli importanti passi in avanti rispetto al passato.

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