Perché non mi vergogno di mio padre Fascista

Non metterò le virgolette attorno alla parola fascista nel riferirmi a mio padre. Chissà, probabilmente dovrei anteporre la particella “neo-”, o magari “post-”. Forse. In effetti quando è nato lui, Mussolini era morto da qualche anno e non vestì la divisa dei Balilla né tenne in tasca la tessera del Pnf. Ma non credo cambierebbe molto, non a mio padre almeno. Darà probabilmente fastidio ai benpensanti politically correct che al sol pensiero di utilizzare questa parola senza circondarla di un folto alone di significati negativi rischiano attacchi d’ira o, come minimo, hanno la pelle d’oca. La userò così, la parola Fascismo. Libera da sessanta anni di censura progressista che, in nome della democrazia e in difesa della libertà d’opinione, cercò di chiudere le bocche di tanti per imporre un pensiero a senso unico. Ma libera anche da quel velo di vergogna che una parte della “Destra” (questa sì, con le virgolette) ha provato e ancora prova al ricordo del suo passato. Incapace di giungere ad una sintesi che rifugga la nostalgia ed eviti l’abiura.

L’importante, in fondo, è che mio padre non si offenda ad essere definito tale. Ma di questo, ne sono certo.

Ricordo che un giorno a tavola ad una domanda diretta rispose chiaramente: “non avrei nessun problema a definirmi Fascista”. Non eravamo soli e l’imbarazzo degli ospiti fu evidente. Sotto i baffi, ridevo. Sapevo che dietro quella parola, forse in quel momento usata in modo provocatorio, c’era un mondo di cose: idee, visioni del mondo e anche azioni. Stia pur tranquilla la Bignardi: mio padre non mi ha mai sculacciato con il manganello né ha cercato di curarmi la stitichezza con l’olio di ricino. Non sono queste le azioni di cui parlo. Non ricordo nemmeno di aver fatto in sua compagnia spedizioni punitive a scuola contro un “collega” (compagno no, per carità) di classe di sinistra. Leggeva Ezra Pound, ma non ha bruciato libri di Augias. No, niente di tutto questo. Mio padre fascista lo proporrei come modello ai miei figli. Mio padre fascista ci ha insegnato a rispettare le opinioni degli altri, ma anche a sostenere con forza ed intelligenza le nostre. Mio padre fascista permetteva a sua figlia di ascoltare tutto il giorno la canzone Rigurgito antifascista dei “99posse”. Lo crede possibile, cara Bignardi? Mia sorella è ancora viva, non si disperi.

Non c’è niente di cui vergognarsi, se si ha un padre che non ha remore ad usare quella parola. Sono i fatti a parlare, non le definizioni. E credo che lui, Fascista, abbia da farsi perdonare molto meno di tanti altri che ieri impugnavano le pistole e oggi la penna di Repubblica.

Qualche anno fa tutto quello che era fascista o di destra era cattivo. Ora, tutto quel che c’è di negativo è fascista. Anche un grillino che insulta le deputate piddine. Ma in realtà credo che per papà dietro quella parola, usata appositamente di sproposito nei salotti sinistri per screditare tutto ciò che sta dall’altra parte della sinistra, c’è un pensiero elaborato nel tempo, non immobile, ma che tiene deciso la sua posizione, radicato sugli ideali che hanno guidato la sua vita: Dio, Patria e Famiglia. Orrore, cara Bignardi: mio padre è proprio fascista.

De Lorenzo Giuseppe

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7 risposte a Perché non mi vergogno di mio padre Fascista

  1. Alessandro Bariu ha detto:

    Caro Giuseppe, non mi soffermo sulla domanda della Bignardi. E’ talmente sciocca che e’ sufficiente la risposta non peregrina di Rocco Casalino; che poi se ne sia occupato anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, da’ la triste dimensione del nostro Paese, tragicamente in mano a gente ininfluente che lo rende ininfluente. Dici tante cose su tuo padre. Belle. De LOrenzo babbo e’ democratico, discute e non picchia, crede in Dio, Patria, Famiglia. Mi chiedo se sono stati veramente questi i valori cardinali del Fascismo, valori su cui il fascismo ha imbastito la sua visione della vita e la sua azione politica. Non mi soffermo sul fatto che la Triade fu una invenzione dei Servizi P durante la I guerra mondiale, ma sul fatto che tu li definisca valori… fascisti. Con ordine.
    Dio: duro credere in un Mussolini che eleva Dio a guida delle proprie azioni; il Fascismo , ma lo sai bene, guardava alla Chiesa con astio e rivalita’, minacciando pesantemente l’operato della stessa; Famiglia: be’ anche qui, devo dire che il Fascismo ne aveva un’idea terribile: campagna demografica perche’ “nel numero e’ la potenza”, un’idea di donna come “fattrice”, ipervalutazione del ruolo del maschio, machismo virilista. Mussolini (e molti gerarchi) di famiglie ne avevano piu’ di una; il Capo aveva anche qualche figlio in piu dei canonici Edda, Bruno, Vittorio, etc etc . Anzi, quando una famiglia gli ando’ per traverso, chiuse l’ex amante in manicomio (a Trento ancora la ricordano, la “Mussolina”) e “l’illegittimo frutto” lo mando’ in giro per il mondo su una nave da guerra. ( Mori’ in manicomio); Patria: la Patria e’ la comunita’ dei cittadini che si riconoscono in una cultura etc etc. L’ha amata al punto da buttare i cittadini di questa comunita’ in una guerra scellerata con alleati impresentabili. “Mi servono un migliaio di cadaveri per sedermi al tavolo della pace”. Il fascismo ebbe la ventura di dimostrare al mondo come e cosa intendesse e vivesse i valori di Dio, Patria, Famiglia, proprio perche’ il fascismo, con la storia, si e’ confrontato, tra il 1922 e il 1945. E ti dico di piu’. Proprio perche’ io credo in Dio, Patria e Famiglia mi sento profondamente antifascista, probabilmente come l’esimio tuo illustrissimo papa’.

    • Saverio De Lorenzo ha detto:

      Sono il padre “fascista” dell’autore dell’articolo.
      Confesso che al di là delle fini argomentazioni sulla ingenuità di mio figlio di voler difendere a tutti i costi un padre fascista, sono stato colpito dalle tue ultime definitive affermazioni, dove mi sento scoperto, messo a nudo e incapace ormai di mantenere l’inganno. Tanto vale confessare.
      E’ vero! E’ proprio falso che io, da fascista, possa al tempo stesso credere nei valori di Dio, Patria e Famiglia. Ho provato ad ingannare chi mi sta intorno per tanti anni, ma ora che la tua chiarezza ha delimitato il confine tra bene e male, tra verità e falsità, io non posso che dichiarare, qui pubblicamente, quello che tutti i fascisti e direi tutti i fascismi della storia recente e passata (in questo senso riconosco che, prima della democrazia, tutti i regimi, le epoche storiche, debbano essere considerate fasciste) dovrebbero riconoscere. Cioè che in virtù della natura direi satanica delle varie forme sotto cui nella storia il fascismo si è manifestato per poi finalmente darsi un nome e un volto (in questo l’Italia come al solito è la più creativa cultura del mondo), non si può pensare che quella triade Dio-Patria-Famiglia corrispondano mai ai valori cristiani, umani condivisi e codificati nella carta dei ” diritti dell’uomo”.
      Si è vero, quel Dio che i fascisti hanno sempre adorato sono stati Odino o Zaratustra, a seconda che ci riferiamo al cosmo (festeggiamo il solstizio d’estate e d’inverno) o alla morale ( il bene e il male sono determinati solo dalla legge del più forte, da una indomita volontà di potenza, nulla esiste di eteronomo rispetto al superuomo!).
      Confermo che la patria a cui i fascisti si riferiscono è un mito estremamente efficace sulle masse per affermare la superiorità di una razza sulle altre e attraverso la guerra, e solo la guerra, imporla sugli altri popoli.
      Infine il concetto di famiglia si è adattata alle epoche mantenendo però il principio maschilista secondo cui la donna è fattrice di figli (per la patria! Ecco un altro inganno!) e l’uomo è il principio fecondatore e la sola autorità cui sono sottomessi moglie e figli. Con il fascismo storico poi si è anche affermato che la famiglia è il nucleo fondante della società (qualche prete è caduto nell’inganno e ha dichiarato la famiglia ” chiesa domestica”!) e che il modello autoritario, gerarchico dell’una valga per l’altra e viceversa.
      Ecco in tutto questo io, dichiarandomi fascista, continuo a credere!
      Spero che ora, grazie al tuo intervento, i miei figli e soprattutto Giuseppe, il più illuso, possano ricredersi e semmai davvero vergognarsi pubblicamente davanti al mondo di aver avuto un padre così.
      Spero che questo blog non sia letto da molta gente per non dovermi vergognare di girare per strada. Spero anche che nessuno, concedendomi il beneficio del ravvedimento, non mi denunci alla magistratura per aver violato le norme transitorie, tutt’ora in vigore, sulla ricostituzione del PNF. E spero di essere ancora in tempo per non incorrere nel reato di negazionismo, perché io dichiaro che tutto quello che di male si dice sul fascismo è vero (milioni e milioni di bambini, donne e uomini uccisi e torturati in soli 20!anni di governo) e che il nazismo è il male assoluto, frutto maturo del fascismo, partorito da una costola della ideologia fascista.
      Io non posso più tornare indietro, sono troppo compromesso, ma almeno spero con questa mia pubblica confessione, di poter vedere finalmente trionfare anche per i miei figli il bene di una società che davvero e finalmente, dopo secoli e secoli di oscurantismo culminati nel fascismo, adori il vero Dio (che io purtroppo non ho conosciuto purché indegnamente battezzato), fondi la società sulla vera patria universale (semmai concedendo l’uso del termine Patria per un sussulto di orgoglio nelle partite della nazionale di calcio), e fondi la famiglia sui valori di gender, come si dice oggi (io purtroppo, con le mie fobie, ho esagerato con mia moglie e violentandola nella sua autodeterminazione l’ho costretta a partorire 10 volte!, senza concederle alternative).
      Ti sono grato ma non riesco proprio, a causa della mia indefettibile volontà di potenza, a non salutarti se non con il mio sentito e cameratesco saluto “romano”! Se non ti offendi, ovviamente, altrimenti accetta le mie scuse fin da ora.

      Saverio de Lorenzo.

      • Alessandro Bariu ha detto:

        Caro Saverio, ho letto con attenzione la tua email. E devo dire che oltre al registro sarcastico non ho ben colto il senso di quello che dici. Cio’ nonostante, e lo dico senza volonta’ polemiche di sorta, da quel che ne so io, leggendo qualcosa di storia, il fascismo e’ un fenomeno politico moderno, nazionalista e rivoluzionario, antiliberale e antimarxista, organizzato in un partito milizia, con una concezione totalitaria della politica e dello Stato, con una ideologia attivistica a fondamento mitico, virilistico, sacralizzata come religione laica, che afferma il primato assoluto della nazione, intesa come comunita’ organica etnicamente omogenea, gerarchicamente organizzata in uno stato corporativo, con vocazione bellicosa alla politica di grandezza, di potenza e di conquista, e che mirava alla creazione del nuovo ordine e di una nuova civilta’(cosi’ lo storico Emilio Gentile, che non prende ordini da Mosca).
        Questo e’ il fascismo, cosi’ come e’ stato sintetizzato. Voglio dire, Dio Patria e Famiglia non sono i valori che strutturano e contraddistinguono un fascista; possono anche appartenergli, ma non lo identificano come fascista. E allora, che fascista sei? Cosa vuol dire essere fascista per te? Al di fuori e al di la’ (o al di qua) di formulazioni sarcastiche che, ripeto, risultano anche poco chiare.
        Mi chiedo, e ti chiedo, ma tu di fronte alla distruzioni della rete delle associazioni cattoliche del 1931, come ti poni, che giudizio ne dai? Da che parte stai? E che ne pensi del giudizio dato da Giovanni Paolo II sul fatto che il fascismo e il nazismo furono mali assoluti? Non ti voglio provocare dicendo come defini’ il comunismo…, un male storico e necessario (se non sbaglio). Wojtila visse sia l’occupazione nazista che la violenza comunista. Ma chi ti rappresenta meglio, Pio XII o Mussolini, papa Francesco o Starace?. Non cito quest’ultimo per metterlo alla berlina, ma e’ quello che e’ a disposizione oggi e saluta romanamente mica tanto di nascosto.
        In fondo mi chiedo come si possa essere qualcosa che non esiste piu’. Perdona la presunzione, non voglio spiegarti chi sei ma a me, e per quello che Giuseppe ha scritto di te, sembri piu’ un cattolico conservatore, con tinture nazionaliste. Puoi salutarmi romanamente. Il fatto che i partigiani (che erano cattolici, liberali, socialisti, comunisti, liberalsocialisti) e gli alleati abbiano vinto nel 1945, permettono a te di definirti fascista, e non rischi ne’ Ventotene, ne’ Eboli. No, non mi offendo se mi salutio romanamente. Anch’io ti saluto, molto romanamente e molto apostolicamente.

  2. at ha detto:

    Sincero, emozionante, coraggioso. Più’ aff etto che politica. Bravo!

  3. Federico Pastore ha detto:

    Senza entrare nel merito visto che si discute di coscienza personale, una puntualizzazione ( se scorretta prego chi ne sa più di me di correggermi) : non si può salutare “romanamente” in Italia senza essere perseguiti. Come dichiarato dalla sentenza 24184 della Corte di Cassazione penale del 17/6/2009

    “Il ‘saluto romano’ non è espressione della possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero, ma è un gesto che istiga all’odio razziale, cioè che sconfina nell’istigazione alla violenza, e – quindi – come tale va punito ex articolo 2, legge 205/93.
    Esso, infatti, costituisce una manifestazione esteriore propria o usuale di organizzazioni, associazioni o gruppi di cui alla l. n. 205 del 1993, la quale, nel contesto e nell’ambiente in cui era stata compiuta, era non solo idonea a provocare adesioni e consensi tra le numerose persone presenti, ma era inequivocabilmente diretta a favorire la diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale od etnico.
    Tali idee non contrastano con l’art. 21 Cost., in quanto la libertà di manifestazione del pensiero e quella di ricerca storica cessano quando travalicano in istigazione alla discriminazione ed alla violenza di tipo razzista, opportunamente rimarcando, tra l’altro, come l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, ha un contenuto fattivo di istigazione ad una condotta che realizza un “quid pluris” rispetto alla mera manifestazione di opinioni personali.”

    Questa sentenza fa riferimento alle “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” della Legge Mancino, che prevedono “sino a tre anni di reclusione per chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorita’ o sull’odio razziale o etnico,
    ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.
    Questo per dire che nei fatti si può finire in carcere per reati connessi all’opinione semplicemente applicando la legge della Repubblica. Non che ci si debba vergognare che esista una legge simile: uno Stato fa tutto quello che deve per tutelarsi da quelli che considera i suoi nemici “interni”. Lo fece il Fascismo, lo fanno le democrazie (nessun tentativo di riduzione, c’è grande diversità tra i due sistemi): non si tratta tanto di ideologia, ma di prassi politica. Più filosoficamente, è normale che sia così, poiché, come diceva anche il poeta americano però fascista Ezra Pound (a riprova che ciò che si intende per cultura, valori fascisti richiede per essere afferrato strumenti più ampi della storiografia e della morale): ‘Se un uomo non e’ disposto a correre qualche rischio per le proprie idee o non vale niente lui o non valgono niente le sue idee.’
    Su con la vita, insomma.

    Signor Bariu, un’ultima osservazione per Lei, se permette.
    Lei ha condiviso nei suoi due commenti, riporto testualmente, i due pensieri “In fondo mi chiedo come si possa essere qualcosa che non esiste piu” e “Proprio perche’ io credo in Dio, Patria e Famiglia mi sento profondamente antifascista”. Mi faccia capire, il sig. De Lorenzo non potrebbe essere fascista perché il Fascismo non c’è più, Lei invece si ritiene antifascista pur non esistendo più da 70 anni nulla rispetto a cui dichiararsi ‘anti-‘. Questo antifascismo in assenza di fascismo a cosa si oppone dunque?

    Una buona giornata a tutti

    • saveriodelorenzo@libero.it ha detto:

      Hi terminat di leggerla: mi pare invece una difesa della mia liberta di espressione: o sbagio?

      • Alessandro Bariu ha detto:

        Gentile sig. Pastore,
        ha ragione. l’antifascismo e’ una categoria sorpassata, anzi superata nel 1945. Ed e’ ridicolo parlare di fascismo e antifascismo senza tenere presente che sono due fenomeni storici, che hanno avuto un inizio, una ragion d’essere, una fine. Forse e’ per questo che i nostalgici di Predappio, in fez e camicia nera, non sono mai finiti in galera, nonostante le norme costituzionali e le leggi. E’ ridicolo sentire parlare di categorie fascismo/antifascismo quanto e’ ridicolo sentire Berlusconi e tutti i suoi uomini parlare di anticomunismo in Italia (che poi si e’ visto quanto incompatibili erano i due poli…). Detto questo, volevo solo dire che di fronte ad una dittatura e al relativo conculcamento delle liberta’ (questo e’ stato il fascismo), io spererei di avere il coraggio di salire in montagna, con lei magari.
        Un’ ultima cosa per il sig. De Lorenzo. Mi pare che il modello proposto da Cristo (e per noi cristiani il modello e’ quella Verita’ incarnata negli atti di una persona: non ci si scappa) e il modello proposto da Mussolini siano in assoluta antitesi. Tutto qua

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