Anche la Destra è morta.

Logo_Pdl_TpOggiDi solito, se il gatto non c’è (o sta molto male) il topo fa festa. Ed è vero quasi sempre, ma per la politica italiana vale sempre il contrario di quello che è normale. Quindi, per noi il detto è il seguente: se il gatto sta molto male, il topo anche.

Sinistra e Destra sono solo vecchi ricordi in Italia? Insomma, possibile che gli schemi che per secoli hanno animato il dibattito politico ci abbiano lasciato orfani? Sembra di sì: le nuove contrapposizioni sono quelle degli europeisti contro i detrattori dell’euro, dei giovani contro più attempati, di internet contro la televisione, del niente contro le poche idee. Ormai è così, nonostante il gatto sia allo stremo e senza ossigeno, il topo non balla. Destra e sinistra non hanno superato l’esame e sono entrambe scomparse con i loro valori, incapaci di sfruttare la debolezza altrui.

destra-sinistraNon c’è più un modo di immaginare il futuro, giusto o sbagliato che sia. Ha ragione Giuliano Amato (mi costa concedergli l’onore di dargli credito) quando dice che c’è troppa corsa al consenso virtuale e poca attenzione ai grandi progetti per il Paese.

Della crisi della sinistra abbiamo già parlato attraverso le lacrime e gli errori del fu segretario Pd Bersani. Adesso è tempo di occuparsi dell’altra parte.

Lo dico subito: la Destra è morta nel Pdl.  È stato la sua rovina, quando poteva diventarne la rampa di lancio primaria. Fate attenzione: ad essere in crisi non è il Pdl – che vive della salute del suo leader e delle disgrazie del Pd – ma la Destra. Cioè quella tradizione politica che confluì nel Popolo della Libertà sperando di poterlo conquistare, trasformandolo da dentro, per guidarlo una volta venuto a mancare politicamente Berlusconi, capo indiscusso. E la colpa – è vero – è in gran parte di Gianfranco Fini. Ma non solo. Senza quell’indice alzato e quel “che fai mi cacci”, ci saremmo forse risparmiati Monti, Letta, Napolitano II e tutto il resto. Forse anche Grillo sarebbe rimasto fuori dal Parlamento, ma questo non avrebbe salvato la Destra: non è vero che se i vari Storace, Meloni e La Russa non avessero abbandonato o mai sposato il progetto di un Centrodestra unito, oggi non saremmo qui a scrivere queste parole e Marcello Veneziani non avrebbe sollecitato un “ritorno ad Itaca” per la Destra. Perché il problema non è stato e non è il contenitore, ma il contenuto: i valori, le idee, i progetti.

La Destra non è confluita nel Pdl, ci si è sciolta. Come sono arrivate le poltrone, della grande cattedrale di valori è rimasta solo la facciata. Tant’è che invece di diventare la forza trainante del Centrodestra, gli ex An si sono ritrovati sbattuti e trascinati da un Berlusconi più politicamente longevo di quanto si sperasse.

E mentre il gatto “Sinistra” annaspa, il topo “Destra” ha figliato numerosi insignificanti topolini gemelli, tutti con lo stesso nome: zero-virgola.

L’appello di Veneziani per una nuova destra unica che riscopra i propri valori è giusto, chissà se verrà ascoltato. Intanto, hanno poco da festeggiare per le disgrazie della Sinistra: ora come ora, la Destra è morta.

Giuseppe De Lorenzo

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6 risposte a Anche la Destra è morta.

  1. Pingback: Se la destra politica sapesse concretizzare | Idea Occidente

  2. Deng ha detto:

    Si dovrebbe però precisare a quale tipo di destra si fa riferimento. Alla destra di stampo sociale, alla destra post-missina, o alla destra Democristiana? Non è così facile agglomerare in unico contenitore concettuale l’esperienza delle Destre in Italia, dal dopoguerra in poi. Mentre per la sinistra la metamorfosi è più che evidente (PCI->PDS->DS->PD), la destra ha vissuto di continui dinamismi, confluenze, correnti, etc.

    • ideaoccidente ha detto:

      Chiaramente (visti i riferimenti ad Almirante, Fini, Storace, ecc) si fa riferimento alla Destra post-missina, quella che ha seguito (quasi tutta) il passaggio dal MSI ad An e infine al PDL. La metamorfosi della sinistra sembra più evidente, è vero, ma anche nel caso della Destra si può trovare un filo conduttore. Fatto sta che i valori (Dio, Patria, Famiglia?) e le proposte politiche dell’area di quella Destra che è poi confluita nel Pdl siano praticamente scomparse. Quali le cause? Quali le conseguenze?

      Quello che dovrebbero chiedersi i micro-capo-partiti delle tante destre (La Destra, Fli, Fratelli d’Italia,…) è quali errori sono stati fatti e perché nel Pdl (e nelle coalizioni di Centrodestra) non si è riusciti a dare una impronta propria al partito. Ma, soprattutto, cosa proporre ora: esiste ancora un elettorato cui andare incontro?

      G.DL.

      • Deng ha detto:

        Credo che il processo di “rinnovamento” e riciclo del MSI sia stato conseguente anche alla scelta di campo, quella dell’atlantismo. E in questo, effettivamente, credo che il processo sia simile a quello del P.C.I. Una certa importanza, poi, in entrambi i fenomeni, l’ha avuta tangentopoli, che ha spazzato via una certa politica, lasciando piede libero invece ad un altro tipo di politica, che fino a qualche tempo fa si è voluta dipingere come “nuova”, “moderna” e soprattutto “migliore”, questo fino a quando non è più stato possibile negare l’evidenza.
        Entrando nel merito del discorso, invece, non credo che tutte le colpe siano attribuibili ad un solo uomo, anche se quest’uomo si chiama Silvio Berlusconi, e nemmeno attribuirei tutte le colpe a Fini; sarebbe come se a sinistra si attribuisse tutta la colpa a Occhetto, dimenticando le “svolte” del PCI (Berlinguer, Napolitano, etc.).

        In ogni caso sono convinto dell’esaurimento della funzione storico-politica di destra e sinistra, come Lei propone giustamente ad inizio articolo, seppur in funzione ipotetica.

    • ideaoccidente ha detto:

      Ovviamente, se uno facesse un’analisi storica del processo di trasformazione dal MSI al PDL, i pezzi del puzzle da mettere insieme sarebbero numerosi. Tangentopoli effettivamente, insieme alla “discesa in campo” di Berlusconi che sdoganò un mondo fino a quel tempo (quasi) estraneo al “potere”, fu la rampa di lancio della Destra. Un manifesto del MSI diceva: “noi possiamo guardarvi negli occhi” (e venne ripreso anche da AN successivamente). Eppure, a quanto pare, quella Destra che voleva presentarsi pulita non ha retto l’impatto con il potere e, invece di diventare colonna del Centrodestra, è rimasta all’angolo. Colpa di Berlusconi? Non credo, piuttosto dei leader che non hanno saputo crearsi uno spazio proprio “dietro” un Cavaliere mediaticamente ed elettoralmente più incisivo. Colpa di Fini? Non solo, ma sicuramente se gli fu riconosciuto il ruolo di leader della Destra non è stato in grado di guidarla fino alla fine e di mantenerla ancorata ai valori che l’avevano generata.

      L’esaurimento della funzione storico-politica di destra e sinistra, per ora, preferisco lasciarla come ipotesi: riusciranno a trovare un nuovo modo di interpretare la vita politica ed istituzionale del Paese?

      G.DL.

  3. Second to Die ha detto:

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