Se anche dal pulpito si fa il tifo per Grillo

ImmagineQualche anno fa, era normale. Dal pulpito delle Chiese italiane si faceva campagna elettorale per la Democrazia Cristiana. In fondo, si poteva capire: c’era da sconfiggere il comunismo, evitare la dittatura proletaria, il materialismo e tutto quello che si portava dietro. Insomma, bisognava fai in modo che i fedeli, una volta in cabina elettorale, mettessero il segno sullo scudo-crociato. Non si sai mai, fosse venuto in mente di barrare la falce e il martello…

“Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede e Stalin no”, si diceva. E, a parte qualche eccezione, i preti non si esimevano dall’incoraggiare le pecorelle del proprio gregge a votare Dc. Niente di sbagliato, ed ha funzionato. Certo, questo ci ha regalato tanti (troppi) anni di governi democristiani, ma era il male minore. Anche Indro Montanelli, nel 1976, invitò i propri lettori a turarsi il naso e votare Democrazia Cristiana. Sempre meglio del Pci.

Poi, il tempo cambia le cose. La Dc non esiste più, quello che ne rimane è ininfluente in Parlamento e da tempo ormai c’è la diaspora dei candidati “cattolici”. Oggi sono un po’ nel Pdl, alcuni nel Pd ed altri ancora nella Lista Civica di Monti. Quella attorno alla quale l’ex ministro per la Cooperazione Internazionale Riccardi, con l’appoggio della CEI, aveva cercato di raccogliere il voto cattolico. Senza, evidentemente, avere successo.

Le cose, dicevamo, cambiano nel tempo. E anche le prediche, si adeguano. Domenica scorsa, durante il commento al Vangelo, il ministrante ha affermato: “speriamo che Beppe Grillo risolva tutto”. Sì, perché “la crisi della società ha raggiunto limiti incredibili, i nostri politici non si prendono cura di noi”, quindi spetta a lui, al comico del Movimento 5 Stelle, risollevare l’Italia. E, sedute dietro di me, alcune vecchiette annuivano rumorosamente allo spot (post)elettorale del prete. A sentire dalle reazioni, era riuscito a convincere quasi tutti.

Certo, era la chiesa di un piccolo paese emiliano, non proprio il cappellano del Vaticano. Quindi un fatto che va preso con le pinze e contestualizzato. Potrebbe anche essere solo l’opinione di quel particolare prete o poco più. Eppure, qualche osservazione bisogna farla: per prima cosa, la decadenza di tutte le formazioni politiche con richiami a temi cari al cattolicesimo ha, in parte, spaesato i fedeli. Infatti, non è la prima volta che mi giunge voce di preti, cattolici dichiarati o simili che appoggiano il programma di Grillo.  Non ci sono stati, però, grandi dibattiti su tale argomento. Per questo l’omelia del celebrante della scorsa domenica mi ha incuriosito. La domanda che sorge è: quale percentuale di cattolici, quelli che negli ultimi 20 anni hanno votato Udc, Pdl o Pd, ora si è data al grillismo? E, se è successo, perché? E’ ancora presto per avere statistiche al riguardo – e se anche le avessimo, ci guarderemmo dal considerarle troppo -, ma bisogna osservare questo: se nei partiti “tradizionali” richiami a temi importanti per il mondo cattolico ci sono sempre stati, se candidati “cattolici” non sono mai mancati, nel M5S niente di tutto questo si è verificato. Almeno, non così in evidenza.

La seconda osservazione parte dalla constatazione che l’idea di un nuovo soggetto politico, cattolico nelle persone e nelle idee, ma non dichiaratamente tale (che, forse, non è politicamente corretto), è naufragata grazie al flop elettorale di Monti. O, se nascerà, non avrà il peso sperato.  Anche per questo non è da escludere che una buona fetta dell’elettorato cattolico sia salita sulla barca di Grillo. Dimenticando, forse, i numerosi attacchi del comico a Papa, Chiesa e tutto quanto gli capitasse di sacro sotto mano. In una delle sue performance a teatro disse: “ma non siete stufi di tutta questa spiritualità?”.  Forse, sì. O magari no, ma nella stanchezza per questa classe politica potrebbero aver prevalso la protesta ai temi etici e la fiducia ad un candidato sconosciuto (presupposto onesto) piuttosto che ad un noto politicante cattolico. Forse. Ma chi, nei prossimi anni, vorrà raccogliere il voto dei cattolici dovrà necessariamente riflettere su tutto questo.

Giuseppe De Lorenzo

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