Le preoccupazioni tedesche per il voto italiano

Un mio articolo uscito su potsdamer-platz.blogspot.com1361635587582VotoUrna

Terra bruciata attorno ad Angela Merkel. L’Italia ha votato e in Germania il risultato un po’ spaventa. Si è passati in poco tempo dal governo Monti, apprezzato e sostenuto con forza, all’incertezza sul futuro esecutivo. Inoltre, gli elettori italiani sembrano aver espresso un voto abbastanza chiaro: un “no” deciso alla politica economica tedesca. Non solo perché Grillo e i suoi continui appelli contro l’euro ed il rigore hanno spopolato, ma – e, forse, soprattutto – perché l’agenda-Monti, così vicina alle teorie di rigore tedesche, non ha convinto gli elettori. Che l’hanno bocciata. Un secondo governo guidato dal professore ha possibilità di realizzarsi prossime allo zero, soluzione fino a poco tempo fa fortemente auspicata in Germania. E le dichiarazioni di questi giorni dall’entourage della Cancelliera fanno trapelare un evidente nervosismo.

Per il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, il voto degli italiani ha “disseminato i mercati di dubbi”, tesi ribadita con forza da Lars Feld, consulente economico da Angela Merkel, secondo cui “la crisi tornerà presto a vendicarsi” delle scelte fatte in cabina elettorale.

E non è difficile capire il perché di queste dichiarazioni. Tutto ci si aspettava (o si sperava) in Germania meno che gli italiani premiassero certe tesi – quelle di Grillo e Berlusconi -, così contrarie all’euro-rigore e, in particolare, alla leadership tedesca in Europa. In un’intervista a L’Espresso uscita pochi giorni prima dellatornata elettorale, Schäuble si diceva convinto di come gli italiani“non prendano troppo sul serio certi populismi”. Evidentemente, si sbagliava. Se si sommassero i voti del Movimento 5 Stelle e del Pdl, si ottiene una buona maggioranza che contraddice il ministro delle Finanze tedesco. In quell’occasione, Schäuble si spinse a sostenere che “ogni italiano ritiene l’euro vantaggioso”, frase che oggi – sempre alla luce dei risultati elettorali – sembra essere più un auspicio che una consapevolezza. Speranza riposta anche nella prosecuzione dell’Italia sulla “strada intrapresa con il governo Monti”, perché grazie al suo operato “l’Italia è diventata più forte”. Insomma, in Germania c’era e continua ad esserci preoccupazione. Perché Mario Monti assicurava (a parte alcuni lievi discostamenti dalla linea tedesca) adesione al rigore come soluzione della crisi finanziaria ed economica europea. Già ad agosto 2012 avevamo evidenziato – su queste pagine – come il cammino politico di Angela Merkel si facesse piuttosto complesso: la soluzione alla crisi che tardava ad arrivare, le critiche interne di economisti e politici contrari alle scelte in materia fiscale ed economica e, soprattutto, i difficili rapporti con i partner europei, avevano disseminato di mine il tortuoso sentiero della Cancelliera. Pericolosi esplosivi sono stati, dapprima, la crisi greca e tutto quello che si è portata dietro. Poi, il passaggio di consegne all’Eliseo tra Sarkozy e Hollande: con il secondo più freddo verso la Merkel e che, inoltre, si è appena preso più tempo per il rientro del deficit. Ora, le elezioni italiane. Il cui effetto sulle scelte europee, ancora, non si conosce. Ma si teme. Per questo è evidente che la Germania guarderà con apprensione agli sviluppi della situazione politica in Italia.  Ed è comprensibile.

Giuseppe De Lorenzo
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