MATRIMONI GAY: UNA SENTENZA CHE PUZZA DI ATTACCO ALLA FAMIGLIA

La Corte di Cassazione ha deciso: l’Italia è indietro; ai gay va riconosciuto il diritto di vivere una vita di coppia con la possibilità, in presenza di «specifiche situazioni», di un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata>>.

La sentenza

E non è poco, in pratica i   giudici vanno po’ oltre il compito interpretativo del diritto, aggiungendo alla sentenza circa l’impossibilità di riconoscere nel nostro paese il matrimonio contratto all’estero per due uomini di Latina anche un bel 4 in pagella per la giurisdizione italiana. Infatti, <<i componenti della coppia omosessuale – scrivono i giudici della Suprema Corte -, conviventi in stabile relazione di fatto, anche se secondo la legislazione italiana non possono far valere ne’ il diritto a contrarre matrimonio, ne’ il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia – a prescindere dall’intervento del legislatore in materia – quali titolari del diritto alla vita famigliare e nell’esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata>>.

Tradotto in parole povere da oggi in poi ogni coppia omosessuale potrà andare dinnanzi al giudice comune per denunciare la discriminazione razziale e sessuale che la nostra legislazione porta con sé. In barba al rispetto per la Costituzione, la Suprema Corte afferma anche che la sentenza negativa non è tanto dettata dell’inesistenza del matrimonio contratto, quanto dall’impossibilità di farlo valere in Italia. Perché esso non può produrre effetti giuridici. Ci dispiace – sembra dire – abbiamo le mani legate.

Carta canta

Eppure l’articolo 29 Cost. sembra parlare abbastanza chiaro: è riconosciuta la famiglia come istituzione naturale fondata sul matrimonio. Non vogliamo pensare che il comma sia rimasto sconosciuto ai togati della corte dalla sentenza creativa, ma allora dobbiamo credere sia un attacco frontale (e forse ideologico) alla Famiglia. Il dibattito sulla possibilità di considerare famiglia una coppia non sposata (eterosessuale o omosessuale) non ci interessa, al momento. Ma non è questo il punto. Il riconoscimento che la Carta fa della naturalità dell’unione tra uomo e donna come fondamento non solo della famiglia, ma anche della società stessa, è inopinabile. Altre sentenze della Corte Costituzionale hanno ribadito l’unione tra i due sessi, che è volta alla procreazione, come perno della società. Ne deduciamo, dunque, che questo debba essere, quantomeno, un tema da affrontare con intelligenza e nel rispetto non solo di quelle che appaiono essere “nuove” libertà da conquistare a tutti i costi, ma anche di una tradizione e di un’istituzione da difendere.

Gli attacchi alla Famiglia sono una violenza

Vogliamo sottolineare la necessità di tutelare un istituto secolare, prezioso e centro della civiltà occidentale, che non può essere cancellato da una sentenza. Né messo in dubbio. Insomma, come può una corte affermare che <<è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio>>? Questo appare più un giudizio culturale, una condanna ingiustificata di arretratezza, che una sentenza. Come a dire: non vedete? È chiaro, solo voi siete ancora all’età della pietra.

Nessuno mette in dubbio la libertà sessuale di ogni cittadino italiano, ma l’ostentazione eccessiva di un diritto rischia di diventare una violenza. Cercare a tutti i costi di sradicare la centralità del matrimonio uomo-donna, senza ottenerne vantaggi effettivi – visto che la legislazione vigente riconosce alle coppie conviventi di qualsiasi forma una serie di diritti (registrazione anagrafica, tutela della salute, godimento di alloggi popolari, di nomina di un tutore, …) – se non quello di trovare la ribalta, non ci sembra un diritto. Quanto più un’inutile presa di posizione ideologica.

Giuseppe De Lorenzo

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2 risposte a MATRIMONI GAY: UNA SENTENZA CHE PUZZA DI ATTACCO ALLA FAMIGLIA

  1. Fabiano.cap ha detto:

    voglio chiederti solo una cosa: cosa intendi per famiglia? nella costituzione è menzionata l’istituzione familiare vero? sì, ma c’è scritto che la famiglia deve essere composta da coniugi di diverso sesso e che abbiamo finalità e\o facoltà alla procreazione? a me non pare. Forse sarebbe bello che le famiglie fossero riconosciute per quello che sono veramente e non per quello che il bigottismo fa credere. Un giorno si capirà che accettare, rispettare, comprendere e lealtà saranno i valori base per poter perpetrare una nazione fiera di questo nome. se questo articolo voleva solo far riflettere sulla famiglia allora rifletti sul fatto che allo stesso tempo (come per le coppie gay) stai offendendo tutti quelli che una famiglia non ce l’hanno uguale a quella che hai in mente.
    La famiglia è un nucleo più o meno ristretto di persone che condividono legami di sangue o di tipo affettivo. PUNTO!

    • ideaoccidente ha detto:

      Non ho intenzione di offendere nessuno, il “tipo di famiglia” che ho in mente non è solo ” un’unione di persone che hanno legami di tipo affettivo”, ma quella che io richiamo è l’Istituzione famiglia, fondata sul matrimonio, perché è con esso, cioè creando un legame stabile, che, oltre ai diritti che conseguono, si assumono anche numerosi e gravosi DOVERI.

      Per quanto riguarda la Carta, la Corte Costituzionale ha dichiarato nel 2010 infondati i ricorsi secondo cui il riconoscimento “della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” non esclude le nozze tra coppie omosessuali. Ergo, lascio a te le conclusioni.
      L’istituzione del matrimonio, che forma la Famiglia, non osservato da un punto di vista religioso, ma laico, rimane un fulcro della società. Costituzione e Corte Costituzionale lo affermano in maniera abbastanza chiara.

      Vorrei inoltre farti notare che la libertà di espressione e pensiero, eventualmente, mi rende assolutamente libero i non considerare Famiglia una coppia non sposata, anche se questo ti appare retrò, sia essa omosessuale o eterosessuale. Ma non era questo l’argomento del mio articolo, forse in futuro toccheremo anche questo tasto.

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