MARO’ IN INDIA: IL GOVERNO SI SVEGLI E LI RIPORTI A CASA

Marò detenuti

            I due marò fermati in India,  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dopo ormai troppi giorni dall’incidente militare e diplomatico che ha portato alla morte di due pescatori indiani, sono ora nel carcere di Trivandrum. Detenuti senza legittimità. Come stanno i fatti è ormai noto: uno scontro a fuoco, avvenuto in acque internazionali in seguito ad un attacco di pirati nella zona, ha visto morire due indiani. Gli accusati, da parte delle autorità dello stato del Kerala sono i nostri militari, gli unici portati dalla nave che stavano difendendo, la petroliera Enrica Lexie, al porto indiano. Un errore diplomatico, forse in buona fede, ma che non ci ricopre certo di gloria. Una mostruosità giuridica, invece, il diritto rivendicato dal governo dello stato indiano: con la nave in acque internazionali la giurisdizione è e deve essere italiana. Ma se nel Kerala hanno colto la palla al balzo, noi li abbiamo fatti fare senza colpo ferire. Prendeteli pure.

Dove è la diplomazia italiana?

       Il primo grave errore è banale, quasi scolaresco. I nostri soldati dichiarano di non aver sparato contro le due vittime, ma finiscono comunque nelle mani di un’autorità straniera. Si è agito con superficialità, senza dar peso alla situazione politica dello stato indiano in forte subbuglio per le elezioni imminenti e senza dimostrare un minimo di coraggio: l’ordine doveva essere immediato. Tornate a casa, subito. Rivendicare oggi la necessità di giudicare i due militari in terra nostrana è giusto sì, ma tardivo. Abbiamo servito su un piatto d’argento al governo locale la possibilità di risollevare le proprie sorti elettorali e questi non si farà scapare l’occasione. Sarebbe come rivendicare un furto dopo aver rivelato al ladro la combinazione della propria cassaforte. È giusto, ma sei un cretino.

      Il secondo, invece, è esplicativo della poca, pochissima considerazione che il nostro paese ha per l’operato dei nostri militari. Ci chiediamo per quale motivo i due marò siano stati fatti tornare nelle acque indiane, senza sentire le loro ragioni. Hanno dichiarato la loro innocenza e svolgono il loro pericoloso lavoro per l’Italia, nell’ambito dell’operazione internazionale Atalanta. Devono essere creduti. Insomma, ha maggiore credibilità un nostro soldato o un governo indiano in apnea in cerca di ossigeno elettorale?

      Il terzo errore è di ordinaria diplomazia: l’ambasciatore indiano in Italia è stato convocato dalla Farnesina solo l’altro ieri, dopo troppi giorni dall’accaduto. A cosa dobbiamo questo ritardo? E perché, ancora, non è stato richiamato a Roma il nostro ambasciatore? Quantomeno per protesta, anche solo simbolica.

Il perché di tante mancanze, forse, ha radici profonde nella nostra storia. Non abbiamo avuto, dalla fine della II guerra mondiale ad oggi, una mano forte in campo internazionale che sapesse incutere rispetto.

Un governo senza indirizzo politico

        Ma occorre valutare tra due atteggiamenti, quello storico e quello attuale. Il primo, rappresentato da tutti (o quasi) i governi che si sono alternati, ha dimostrato la capacità di decidere la linea della politica estera in base all’indirizzo politico governativo e di maggioranza. Giusto o sbagliato che sia. Quello attuale, invece, è rimasto nel limbo: non ha agito né bene, né disgraziatamente. Ha temporeggiato, mantenendo toni sobri, e non ha dato grande risalto alla vicenda. Noi la consideriamo una mancanza, inaccettabile. Ed è un’anomalia causata da un governo economico, senza radici politiche e sostenuto da una maggioranza fasulla. Che posizione di politica estera può prendere un governo nato per risolvere esclusivamente un problema di conti? Nessuna, o se anche volesse non può esternarla. Che fa, dichiara “guerra” diplomatica all’India, raffreddando un poco i rapporti, accontentando la parte a destra della sua maggioranza; oppure s’indigna e basta, ma senza esporsi troppo, come piacerebbe alla parte sinistra della compagine di governo?  Per questo rimane sospeso, sulla pelle dei nostri marò.

 Pisapia fa finta di niente

        Chi invece si è schierato apertamente è il sindaco di Milano. In Italia, infatti, rimangiarsi le promesse fatte è uno sport molto diffuso. Il sindaco di tutti i milanesi – parole sue –, infatti, si è scordato che una parte della sua città non veste arancione, non ha militato tra le fila della sinistra estrema e prova rispetto per gli italiani catturati o rapiti in territori stranieri.  Tutti. Così, ha evitato di esporre un cartellone di solidarietà ai due militari a fianco dei tanti già comparsi in favore di giornalisti, attivisti o quant’altro, privati delle libertà personali per i più disparati motivi.  Quella parte di Milano (e per estensione dell’Italia) si chiede il perché. Non c’è condanna, quindi i due militari sono innocenti fino a prova contraria. Loro stessi, volontari che servono il nostro (anche di Pisapia) Paese, ci assicurano di non aver sparato. Cos’hanno di diverso rispetto a chi è stato rapito in territori a rischio e che magari si è spinto un po’ troppo in là nel fare il proprio lavoro? Cosa distingue i due sottoufficiali da Rossella Urru? Vogliamo sperare non la divisa che indossano, che riporta sul braccio sinistro il nostro tricolore.

Giuseppe De Lorenzo

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Esteri, Tutti. Contrassegna il permalink.

2 risposte a MARO’ IN INDIA: IL GOVERNO SI SVEGLI E LI RIPORTI A CASA

  1. Pingback: I Marò rimangono a casa: buongiorno Italia! | Idea Occidente

  2. Pingback: I Marò ancora in India, ma nessuno si ricorda di loro | Idea Occidente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...