DOPO STUXNET LA GUERRA

Verso novembre dello scorso anno un rapporto dell’Agenzia Internazionale Energia Atomica confermava i timori e le preoccupazioni di molti, rivelando che l’Iran aveva costantemente nascosto i suoi progressi nella costruzione di un’arma nucleare. Ovviamente, dubbi a riguardo li aveva solamente l’opinione pubblica poiché i servizi segreti americani, in collaborazione con quelli di tutta Europa e con quelli israeliani, tenevano sotto controllo da tempo Teheran. Adesso a distanza di pochi mesi, vediamo che la situazione non è poi così differente. Il presidente Ahmadinejad, infatti, non si limita certo a dichiarare pubblicamente il suo desiderio di cancellare Israele dalle carte geografiche, ma è pressoché vicinissimo a produrre uranio a sufficienza per costruire il terribile ordigno. In questo clima si colloca Israele ormai sempre più isolato a livello internazionale, a seguito della rottura diplomatica consumata con la Turchia, con problemi di “incomprensioni” reciproche con l’attuale governo USA e terrorizzato da una possibile minaccia atomica a pochi passi dai propri confini. Certamente un eventuale intervento militare rappresenterebbe l’ultima frontiera oltre la quale non si possono fare molte supposizioni, tuttavia anche restare ad aspettare senza agire significherebbe perdere tempo prezioso. È per questo che fino ad oggi si è preferito agire sfruttando canali secondari cioè settori come lo spionaggio e l’intelligence: qui entra in gioco STUXNET, una delle armi più potenti mai realizzate, in teoria più micidiale di bombe e armi, un virus informatico con un unico obbiettivo: mettere fuori uso le centrali nucleari iraniane. Questo particolare virus, sviluppato intorno al 2009, doveva riuscire ad infettare computer assolutamente isolati dalla rete. Una volta entrato nei sistemi di controllo, il virus, ha distrutto i cuscinetti a sfera delle centrifughe ordinando sbalzi di velocità e inviando contemporaneamente dati falsi ai monitor di controllo. Gli esperti che lo stanno studiando non hanno dubbi: seppur con l’aiuto del Mossad questo virus è stato creato da una cyber-superpotenza e l’unica cyber-superpotenza al mondo sono gli USA poiché, come è evidente, la creazione di questo virus ha richiesto l’ausilio di matematici, esperti di Windows, fisici, ingegneri nucleari ed esperti di centrali nucleari. Questa strada ha ritardato notevolmente l’avanzamento del piano nucleare iraniano ma non può certamente essere considerata la soluzione finale. L’Iran sta subendo anche forti sanzioni di carattere economico, imposte dagli USA e dalla UE, ma la Russia e la Cina si sono opposte e nessuno sa, al momento, quali posizioni assumerebbero in caso di un conflitto diretto. Per ora il vero scontro è solo a livello psicologico, insomma una gara a chi urla più forte e a chi riesce meglio a tirare colpi bassi. La guerra psicologica è ovviamente parte integrale della guerra, ma le due cose non vanno confuse poiché la situazione potrebbe degenerare ulteriormente. Non resta che sperare in una soluzione che risparmi sofferenze al popolo iraniano, che probabilmente è ignaro delle mire egemoniche dei suoi leader. Purtroppo però se la storia del terzo reich ci insegna qualcosa è che il dittatore va fermato al più presto, perché ogni giorno che passa la situazione peggiora. Certo è che prendere decisioni del genere è un compito estremamente arduo, ma dopotutto, se fare la scelta giusta fosse sempre facile non avremmo bisogno della nostra coscienza. Il buon politico è, infatti, quello che in onestà riesce a scegliere il bene nonostante tutto.

Luca Marroni

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