L’EUROpa VADA AL DIAVOLO

Il governo dello spread
Ci siamo venduti sovranità nazionale, dignità ed anche un pizzico di pudore, sottomettendoci alle decisioni non discutibili dell’Europa dominata dalla bandiera rosso-gialla-nera, e abbiamo giustificato la cessione con una parola: spread. Noi ci chiediamo il perché: se dobbiamo morire per mano della finanza mondiale, facciamolo da eroi, senza attaccaci con poche speranze a un condottiero straniero che ci commissaria allegramente imponendoci un illuminato governatore pro tempore. La cancelliera Merkel si è impossessata dell’Europa, aiutata dal governo francese, perché ha l’economia più forte, la più solida, quella che non crollerà mai. Ma chi se ne frega. Noi vogliamo guidare da soli la nostra canoa, rischiando anche qualcosa, ma senza abbandonare la nave. E lo deve fare la Politica, non l’Università. I professori pensino alla ricerca o si candidino come tutti i normali cittadini. La conta dei voti darà legittimità al vincitore. 

L’EUROpa
Oggi, dopo dieci anni di Euro, la moneta unica sembra essere divenuta la nostra unica ancora di salvezza. Se crolla il conio unico, crolla tutto. Andranno in fumo le belle parole sull’Europa unita, sul libero commercio tra le nazioni; diventano carta straccia i trattati e la costituzione europea (se già non lo è). Pensare che una comunità unita, capace di guardare verso un obiettivo unico con serietà si possa fondare sulla Borsa è un grave errore. Se l’Europa diventa un insieme d’individualità tenute assieme da un collante poco convincente come la moneta, allora vada pure al diavolo. Abbandoniamola, ritiriamoci. Torniamo a pensare con la nostra testa, senza cedere ad altri la sovranità nazionale. Rimbocchiamoci le mani da soli, senza farci mettere il bavaglino da un sovrano straniero o da un’istituzione sovra-nazionale. Se, al contrario, essa sarà in grado di trovare nelle sue radici cristiane un valido motivo per condividere i destini e le politiche, allora sosteniamola con quanta forza abbiamo.

La Politica torni a fare politica
Non c’è nulla di strano nel credere che l’Europa possa trovare un accordo che sappia rispettare le varie specificità culturali e politiche, diventando al tempo stesso un’entità solida, capace di trovare posizioni forti che le permettano di riaffermarsi come potenza mondiale e come centro culturale, economico e politico del mondo. Ma non riuscirà a farlo se continuerà a farsi commissariare dai poteri finanziari, dalle agenzie di rating che giocano sui debiti dei governi e alla quale piace metterne in crisi la Politica, per poi trasformala in una marionetta che rappresenta quella democrazia che non c’è più. I Parlamentari giocano a fare le leggi, discutono i provvedimenti e fanno finta di approvarli. Ma non hanno più niente in mano. E anche il popolo ha perso la sua sovranità. Non ha scelto il governo, non ha votato un programma, ha solo subìto. A noi non sta bene, immaginiamo anche ad altri.

Giuseppe De Lorenzo

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